A CAVALLO!

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Nel pentathlon moderno i cavalli vengono assegnati ai concorrenti tramite un sorteggio che si svolge poco prima dell’inizio della gara, con l’idea di saggiare la loro maestria nel padroneggiare un animale sconosciuto.

A questo punto i pentatleti hanno a disposizione venti minuti per cavalcare i loro nuovi destrieri su un campo pratica. Il percorso vero e proprio deve includere dodici ostacoli, tra cui un salto doppio e uno triplo. L’altezza massima delle barriere è di 1,2 metri, e almeno cinque di esse la devono raggiungere.

 

Ok… ma perché pensare di includere una giornata di equitazione nel nostro programma di allenamenti settimanali?

Se non vi basta che CAVALCARE E’ RILASSANTE, BELLO E CI FA SENTIRE UN PO’ COME NELLE FIABE…. Ecco delle motivazioni un po più sportive:

Esatta percezione del corpo nello spazio: ricezione degli stimoli continui seguendo gli spostamenti in avanti o laterali, dovuti alle variazioni di equilibrio del cavallo, secondo le diverse andature.

L’assestamento e il mantenimento di un equilibrio corretto sulla sella rispetto al cavallo comportano un forte miglioramento di tutte le sensibilità: visiva, oculare, acustica, tattile, olfattiva. Cavalcare dà l’esatta percezione del proprio corpo in relazione allo spazio e all’ambiente.

 

Si può quindi concludere che l’attività a cavallo ci faccia sviluppare COMPETENZE TRASVERSALI che mettono in campo TUTTI I NOSTRI SENSI e che difficilmente con altri sport riusciamo a far emergere, e questo grazie a un solo grande protagonista: IL CAVALLO.

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